a cielo abierto

“A Cielo Abierto”  -   un concerto dedicato ad una terra lontana, l'Argentina, una terra che rappresenta da sempre un mito per i viaggiatori, che sconvolge per i suoi paesaggi estremi e avvolge con le sue musiche, melodie, armonie uniche e originali.  
Il concerto di chitarra solista spazia tra i brani di alcuni validi compositori argentini, mentre sullo sfondo una proiezione delle fotografie di Grazia Bertano accompagnerà lo spettatore nel mondo magico del Sud America.

 

IL CONCERTO


MARCELO CORONEL 

“Imaginario Popular Argentina”

Pachamama (zamba sin segunda a modo de preludio)

Salamanca ( Chacarera )

Velando al angelito ( Gato )Salamanca


QUIQUE SINESI

Sonidos de aquel Dia


ELADIA BLAZQUEZ

Sueno de barrilete


GARDEL LEPERA

El Dia que me quieras


ASTOR PIAZZOLLA

Buenos Aires Hora Cero

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CARLOS MOSCARDINI

A los tilingos

Dona Carmen

Milonga de un entrevero


JULIAN PLAZA

Tango Nostalgic


ASTOR PIAZZOLLA

La ultima grela - Tango

Libertango


QUIQUE SINESI

Cielo Abierto


“Vivono nelle corde e nella musica della tenace chitarra operosa che concerta in milonghe

fortunate la festa e l’innocenza del coraggio”  -   Jorge Luis Borges


“Viaggiare è un modo di vivere con intensità, una medicina per lo spirito,

una ricerca di comprensione e complicità“  -  Luis Sepúlveda


Negli accordi ci sono antiche cose: l’altro cortile e la nascosta orditura.

“Para las sei curda” J.L.Borges


il mare come un anello intorno a me, fatta di pane e pietra la terra

l’aria canta come una chitarra   -   Pablo Neruda



Non solo lo sguardo attento del fotografo, ma anche l’orecchio acuto del musicista non farà fatica a scorgere in quell’immensa vastità di terre, fiumi, monti, foreste e mari, che è il Sudamerica, dei tratti comuni.     Le danze di strada di Buenos Aires non usano strumenti musicali di molto dissimili da quelle del Perù e di Cuba. Alla morna cubana, danza di andamento lento e regolare, è forse dovuta l’origine del tango e della milonga argentine.     In tutti questi luoghi un elemento sonoro comune: il suono di una chitarra. Quella che si costruirà da solo Compay Segundo a l’Havana o quella suonata sulle spiagge di Rio da Vinicius de Moraes, Tom Jobim e Joao Gilberto. E quella nascosta, popolare, indigena, da suonare nell’ombra dello studio del più grande compositore brasiliano: Heitor Villa Lobos.


Il concerto percorre un viaggio, o meglio un volo “A Cielo Abierto”, così come suggerisce il titolo con immagini fotografiche, quelle di Grazia, che rivelano orizzonti di terre calde, tradizioni tenaci e amate, incantevoli vedute su panorami lontani eppure così profondamente riconoscibili.   Il percorso musicale e artistico evidenzia i movimenti di danza, passione, vigore e, ancora, ricordo, dolcezza e malinconia. L’esecuzione con la chitarra si esprime con carattere e decisione attraverso colori e fraseggi che assecondano ed evidenziano la natura dei brani con limpidità, chiarezza e coinvolgimento.


L’ Imaginario popular argentino di Marcelo Coronel  ci propone alcuni elementi della tradizione popolare argentina. “Pachamama” un'anziana signora madre terra, dea della verginità e dell’agricoltura che vigila come centralità nella cura del mondo e delle cose; “Salamanca” il luogo dove si consacra il culto del diavolo, nella valle sotto il Cerro Zorrito e infine “Velando al angelito” il bambino morto prematuro, considerato puro e privo di contaminazioni dalle miserie umane, salito al cielo come un angelo, si pone come tramite per una vita migliore.

Quique Sinesi (1960), è considerato in Argentina uno dei chitarristi compositori di maggior rilievo. Il suo stile mescola elementi jazz, classici, worldmusic e di improvvisazione e si basa su stilemi del tango e del folclore, incorpora ritmi tipici come il candombe, un ritmo uruguayano. Cielo abierto  e Sonidos de aquel Dia, nell’arrangiamento del chitarrista argentino Victor Villadangos, sono scritti secondo tale ritmo.

Proseguendo il viaggio appare in sogno il desiderio di essere un aquilone, un volo di speranza. “Sueno de barrilete” di E.Blazquez realizza l’illusione di una vita migliore fatta di sogni e desideri ma la realtà è un’altra, il sogno scompare e vivere non è un gioco.

Una dolce speranza viene intonata con la bellissima canzone d’amore di G.Lepera “El Dia que me quieras ...... endulzara sus cuerdas el pajaro cantor. Florecerá la vida no existira el dolor.”

“Buenos Aires Hora Cero”, tango inquietante  di Astor Piazzolla che riproduce l’atmosfera e la densità notturna della capitale argentina, intorno a mezzanotte, in un paese che non è più lo stesso dalla crisi del 2001.

Nella capitale si materializzano i “Tilingos”, quei personaggi curiosi e ironici che si muovono per la città e C.Moscardini ne ritrai le ridicole fattezze con un sincopato danzante.  Ma il pensiero del compositore prosegue nel ricordo  malinconico di “Dona Carmen”, la nonna spagnola con un valzer dall’atmosfera pacata per poi ritornare alla confusione, le feste e i combattimenti con i coltelli della “Milonga de un entrevero”.

Buenos Aires e l'atmosfera tragica dei quartieri poveri viene rievocata con il tango e la milonga. Una musica oscillante tra malinconia e vigore, tra oblio e ribellione, capace senz'altro di far vibrare cuore e anima del pubblico presente. Il Tango Nostalgico di J.Plaza è il senso di decadenza, malinconia, che caratterizza ogni fine secolo e segnò l’arrivo degli emigrati in Argentina e La ultima grela di A.Piazzolla, la vita scellerata di una prostituta “grela” svela il sentimento più profondo che pervade nelle viscere dell’animo.

E infine “Libertango” il fortunatissimo brano di A.Piazzolla, orchestrato per ogni possibile formazione, esprime la sete di libertà di un popolo oppresso che tenta di risollevarsi dalle sorti di un lungo e travagliato letargo.

Per catturare l’essenza dei luoghi ci vuole una sensibilità speciale.

GRAZIA BERTANO, osservando il mondo attraverso l’obiettivo, realizza raffinate ed eleganti fotografie.

Appassionata viaggiatrice, con i suoi scatti, accompagna il visitatore in un racconto popolato di colori, volti e paesaggi pieni di luce. Un percorso nelle atmosfere che caratterizzano paesi come il Cile, il Mali, il Laos e tanti altri sparsi nei cinque continenti.

Bellezza e meraviglia sono le sensazioni che vuole trasmettere allo spettatore, come le forti emozioni provate sbarcando sul mitico isolotto di Capo Horn o entrando, silenziosa, nei maestosi templi della Cambogia.


Le sue foto sono state esposte in numerose mostre e le sue serate di videoproiezione sono sempre molto apprezzate dal pubblico.

E’ docente di fotografia e Photoshop.